C’è un momento della giornata in cui il confine tra caffè e aperitivo si fa sottile. È quel tardo pomeriggio in cui ancora hai voglia di qualcosa di intenso, profumato, capace di scaldarti dall’interno, ma con un po’ più di convivialità. Ecco dove entra in gioco uno degli abbinamenti più sorprendenti del mondo delle bevande: caffè e birra. Sì, hai letto bene!
A pensarci bene, caffè e birra hanno più in comune di quanto sembri. Entrambi nascono da una materia prima vegetale che viene tostata, lavorata, trasformata in qualcosa di complesso e aromatico. Entrambi giocano con note amare, dolci, tostate. Entrambi sono bevande di rito, di pausa, di condivisione.
Gli stili di birra più vicini all’anima del caffè sono Porter, Stout e Imperial Stout: in queste birre scure, la scelta dei malti e la loro tostatura regalano quel profumo e quel sapore inconfondibile che ricorda proprio una buona tazzina. Non è un caso che, quando si parla di abbinamenti gastronomici, i malti tostati siano accomunati proprio al caffè tra i sapori che trovano affinità con carni grigliate, affumicate e formaggi ben stagionati.
Negli ultimi anni si è diffuso un fenomeno tutto da scoprire: le coffee beer, birre artigianali in cui il caffè diventa vero e proprio ingrediente. La sperimentazione sembra essere partita dagli Stati Uniti a metà degli anni ’90, con birrifici come Dogfish Head e Founders Brewing che hanno iniziato ad aggiungere caffè alle loro Stout.
Come si fa tecnicamente? Uno dei metodi più utilizzati per le coffee beer è l’infusione a freddo del caffè (cold brew) dei chicchi di caffè che permette di estrarre al meglio aromaticità e dolcezza. Il liquido viene poi aggiunto alla birra in fase di bollitura o prima dell’imbottigliamento. La grande sfida, però, sta nell’equilibrio: il caffè è un ingrediente potente, con una personalità fortissima. Cambia tutto: la provenienza dei chicchi, il grado di tostatura, il metodo di estrazione. Esattamente come sappiamo bene noi, ogni giorno, nella nostra torrefazione.
Se sei curioso di esplorare questo mondo, ecco qualche punto di partenza:
Stout e Imperial Stout sono le compagne naturali di un espresso intenso. La birra al caffè si sposa bene con cioccolato fondente, affettati, carni affumate e formaggi stagionati come il gorgonzola. Un tagliere ben curato, una Stout in bicchiere e un espresso al centro della tavola: già questo è un’esperienza.
Per i dolci, quando prevalgono le note di caffè e cioccolato, la birra ideale è una birra scura come l’Imperial Stout. Immagina un tiramisù artigianale molisano con accanto queste due bevande: non serve aggiungere altro.
Per chi preferisce qualcosa di più leggero, le birre ambrate con sentori caramellati possono dialogare bene con un caffè più delicato, magari un blend con prevalenza di arabica dolce e floreale.
Quello che ci affascina di più di questo abbinamento è il rispetto che condividono, caffè e birra di qualità, per la materia prima e per il processo. Anche nel mondo brassicolo si lavora sempre di più con caffè mono origine, per dare una personalità e una complessità di gusto maggiore alle proprie creazioni. Proprio come facciamo noi quando selezioniamo i chicchi per le nostre miscele: l’origine conta, la tostatura racconta, il risultato nel tazzino (o nel bicchiere) è il frutto di scelte consapevoli.
Non ti chiediamo di diventare un esperto di birre artigianali da un giorno all’altro. Ti chiediamo solo di aprire la porta a qualcosa di nuovo, con la stessa curiosità con cui magari hai imparato a riconoscere la differenza tra un caffè lavato e uno naturale.
La prossima volta che sei in un locale con un’offerta interessante di birre artigianali, cerca una Stout o una Porter. Annusala. Chiudi gli occhi. Probabilmente ci ritroverai qualcosa di familiare.
E se poi vuoi concludere la serata con un espresso Camardo, sai già che sarai a casa!