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La nostra città, la città dei Misteri…

Tutto è pronto per celebrare la tradizione nella città dei Misteri…ma cosa ci sarà di così misterioso?

Per scoprirlo basta visitare Campobasso nella domenica del Corpus Domini, che quest’anno sarà il 23 giugno. Per l’occasione, dal 1748, le strade della città vengono animate da uno spettacolo unico e suggestivo: la sfilata dei Misteri.

Con il termine “misteri” si identificano le rappresentazioni medievali di oggetto sacro eseguite nelle solennità religiose. Nascono per soddisfare, da un lato, la necessità del popolo di ravvisare l’aspetto umano nella religiosità, dall’altro, la volontà della Chiesa di educare le masse. Queste rappresentazioni svolte all’aperto, in quell’epoca si affiancano alla scultura e alla pittura all’interno delle chiese. Il fenomeno si sviluppa in tutta Europa, con denominazioni differenti ma con contenuti similari nei diversi Paesi: mystery plays in Inghilterra, mystére in Francia, auto sacramental in Spagna, passionsspiele in Germania.

Le prime attestazioni dei misteri a Campobasso risalgono al 1688, quando si narrava delle celebrazioni del Corpus Domini, operate dalle Confraternite della SS. Trinità e di Santa Maria della Croce, che portavano il pallio (paramento liturgico) in processione fino alla Chiesa di San Leonardo. Nel 1740, le  due Confraternite commissionano allo sculture Paolo Saverio Di Zinno, alcuni ingegni da utilizzare nelle celebrazioni. Nel suo progetto, grazie ai sostegni metallici fissati su travi in legno, Di Zinno aveva l’obiettivo di creare delle statue viventi, che raffigurassero diverse scene religiose.

I bambini, che rappresentano angeli, diavoli, santi e madonne sembrano sospesi nel vuoto grazie alle imbracature nascoste. Più di 200 portatori prestano le loro forze per sostenere sulle loro spalle il peso di ciascun Mistero. In ordine, nella sfilata compaiono: Sant’ Isidoro, San Crispino, San Gennaro, Abramo, Maria Maddalena, Sant’ Antonio Abate, l’Immacolata Concezione, San Leonardo, San Rocco, l’Assunta, San Michele, San Nicola, e il Santissimo Cuore di Gesù.

Il Mistero di Sant’Antonio Abate racchiude la scena della Donzella e del Diavolo, che ripete: “tunzella tunzella, vietenn vietenn” (“donzella, donzella, vieni, vieni”), scena che è diventata simbolo stesso della rappresentazione.

Ringraziamo Lello Muzio per i suoi suggestivi scatti in bianco e nero degli Angeli e dei Misteri. Fino al 5 luglio, presso il palazzo GIL di Campobasso, sarà possibile visitare la sua mostra fotografica “Angeli”.